Educare attraverso il cavallo

 

Il mio personale insegnamento ruota intorno ad un assioma: "non si può crescere come cavalieri, se contemporaneamente non si cresce come esseri umani".

In equitazione (sport che si basa sulla relazione interspecie uomo-cavallo) non è proprio possibile, per un lavoro qualitativo e solido, prescindere dall'aspetto umano poichè è molto più cruciale nella sana equitazione, la dimensione emotiva e psicologica rispetto a quella tecnica. Vi garantisco che chiunque dotato di una psicomotricità standard, potrà presto imparare a girare a destra o sinistra, a fare una transizione al trotto o a batter sella. E questo è ben avvalorato dal passato neanche troppo remoto, quando si insegnava a montare senza alcuna attenzione alla persona, ai tempi in cui l'equitazione era di totale dominio dei militari che se ne servivano in termini del tutto strumentali: in pochissime ore si era in grado di "dominare" le tre andature e di compiere piccoli salti. Il cavallo in questo contesto era un mero strumento e il cavaliere, un esecutore passivo di ordini impartiti dall'alto.

Oggi però per fortuna i tempi sono cambiati: non ci interessano dei soldati, ci interessano gli esseri umani e la loro relazione con il cavallo, soprattutto e ancor di più se si tratta di bambini.

Non è difficile con queste premesse, comprendere come il lavoro di crescita attraverso l'equitazione sia ben più complesso e stratificato (oltre che di enorme valore sociale) rispetto all'insegnare una tecnica: ci vuole infatti molto più tempo e fatica per costruire il rispetto, il sentire, il coraggio, l'altruismo e le mille altre virtù che fanno di un uomo o di una donna, un buon cavaliere.

Per dirla con un esempio è come se la tecnica (che è ciò che balza all'occhio dei distratti), fosse la decorazione di una torta mentre tutte le qualità che abbiamo prima elencato, fossero il pan di spagna con cui fare la base. Non si può ottenere una torta che sia bella e anche buona, se non ci sporchiamo le mani con gli ingredienti, se non la mettiamo nel forno il giusto tempo, se per far prima tralasciamo di lasciarla lievitare. Molti vi venderanno torte di cartone abbacinando i vosti sguardi con i migliori arabeschi di cioccolato: sarà tutto veloce, facile e appagante. 

Si, finchè non vi verrà fame.

Non possiamo avere dei cavalieri consapevoli e quindi capaci se non impieghiamo il nostro tempo a educarli come persone, se a fine lezione teniamo conto solo del tempo passato in sella a trottare o a galoppare, se non ci impegnamo nel renderli sensibili e curiosi, se non facciamo loro venire la giusta fame dandogli anche ingredienti e ricette per farla passare.

 

Ciò che l'insegnante è, 

è più importante 

di ciò che insegna. 

(Kierkegaard)

 

Contatti

Nicoletta Danieli Veneto e Lombardia 3478569426 stelladeiventironcade@gmail.com
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