Horsemanship

 
Mi è capitato molte volte di sentir affermare, anche da professionisti del settore, che non hanno voglia di fare del lavoro di Horsemanship oppure che semplicemente la cosa li annoia o peggio ancora che si tratta di un passatempo per signore impaurite. 
Il punto chiave della questione è che l'Horsemanship (d'ora in avanti nell'articolo abbreviato con HP), non è un'alternativa all'equitazione tradizionale ma è il punto di partenza per comprendere il cavallo e poterlo addestrare. Come si può fare del resto, a mettersi in comunicazione con un essere del quale non si conosce il linguaggio? Senza comunicazione non c'è apprendimento e dunque, a rigor di logica, non c'è addestramento. Sicuramente la logica non è propriamente ciò che più spesso ho incontrato nei maneggi, ma sicuramente anche i più inveterati tradizionalisti dovranno concordare con me che, la consequenzialità di pensiero e intenti, è ben gradita anche e soprattutto da animali abitudinari e timorosi come i cavalli forse anche più che dagli uomini.
L'HP dunque, nei suoi fondamenti, è ciò che in primo luogo ci insegna il linguaggio del cavallo. 
Il cavallo infatti ha un linguaggio principalmente non verbale che noi esseri umani fatichiamo non poco ad apprendere, noi che siamo tutti proiettati nelle parole, dimenticando che anche contro la nostra volontà, il corpo comunica. Non a caso, la disciplina semiologica chiamata "prossemica" che si occupa appunto di studiare i movimenti del corpo come comunicazione non verbale, è alquanto utilizzata in ambito aziendale per dirigere le dinamiche all'interno del personale dimostrandosi ben più efficace di qualsiasi sermone inneggiante alla produttività.
L'HP dunque ci mette nelle condizioni di dialogare con il nostro cavallo, di comprendere il suo linguaggio e di farci comprendere da lui. Se c'è conoscenza c'è comprensione, se c'è comprensione, c'è rispetto. Naturalmente come ogni mezzo, come ogni strumento, anche l'HP può diventare deleterio nelle mani delle persone sbagliate ma nessuno di noi riterrebbe logico eliminare dal mondo tutti i coltelli solo perchè con il coltello si può anche uccidere qualcuno. Purtroppo, come ho già detto in altri contesti, se questo accade è ancora una volta un'occasione mancata,è il restare sulla banchina mentre passa uno dei treni più belli: quello del viaggio dentro se stessi con la guida di un fantastico cavallo.
 
 
 

Ciò che l'insegnante è, 

è più importante 

di ciò che insegna. 

(Kierkegaard)

 

Contatti

Nicoletta Danieli Veneto e Lombardia 3478569426 stelladeiventironcade@gmail.com
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