Lezione alla gamba

 
E' questo per me uno dei procedimenti più noti dell'addestramento che si ispira alla Scuola Classica poichè il mio purosangue, come moltissimi altri cavalli, non è un cavallo "in avanti". Sembra ridicolo associare un simile aggettivo ad un purosangue ma è molto frequente che ex galoppatori, annoiati e stressati da un lavoro scorretto in maneggio, diventino pigri al limite dell'esasperazione. 
Nell'equitazione convenzionale infatti, è dato per assodato che il cavallo reagisca alla pressione delle gambe e anche quando questo non avviene, ciò che viene consigliato, è l'uso di speroni via via sempre più incisivi. 
Inutile dire che questa pratica, in definitiva, non porta a nulla se non a ulteriori resistenze unite a marcate fiaccature al costato del malcapitato e "resistente" animale. 
 
A essere educati nella lezione alla gamba dunque, non sono soltanto i cavalli, ma gli stessi cavalieri che devono apprendere un uso sapiente delle loro gambe per acquisire una sempre crescente finezza e sensibilità (che è cosa ben diversa dal sostenere ogni tempo di trotto con una tallonata). 
 
Tutto può dunque essere racchiuso nell'assioma baucherista che dice "mani senza gambe, gambe senza mani" (Baucher 1796-1874), dove troviamo la prima e indiscutibile lezione del tutto contraria al trend comune: mani e gambe non si devono utilizzare insieme, men che meno nel momento in cui ho un cavallo da educare o rieducare.
 
Nello specifico poi dell'equitazione classica, le gambe, comunque fanno pochissimo rispetto alle mani alle quali è invece lasciato il compito quasi esclusivo di gestire posizione dell'incollatura, piego della nuca, cambi di direzione e equilibrio... ecc.
 
Quando dunque parliamo di lezione alla gamba, ciò che vogliamo fare è educare il cavallo alla risposta veloce e sincera in avanti alla minima pressione dello stivale. Le gambe in effetti, tra gli aiuti, sono certamente quello meno naturale e "diretto": se è vero infatti che le mani sono direttamente collegate tramite le redini al filetto (che può avere una indiscutibile azione dolorosa nella bocca del cavallo), le gambe accostate a un puledro non hanno alcun effetto chiaro, tantomeno producono da loro stesse l'avanzamento. 
 
Esiste dunque un procedimento chiaro e semplice per abbinare al frustino (il cui utilizzo provoca nel cavallo un immediato riflesso di fuga), l'uso  corretto della gamba. 
 
Per leggere di questo vi rimando a un articolo molto completo e dettagliato dell'Istruttore EDL Massimo Basili.
 
 
Un trotto con la frusta in verticale, tipico momento della lezione alla gamba. 
 
 
 
 
 

Ciò che l'insegnante è, 

è più importante 

di ciò che insegna. 

(Kierkegaard)

 

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Nicoletta Danieli Veneto e Lombardia 3478569426 stelladeiventironcade@gmail.com
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